Giornata mondiale del pane (16 ottobre), Assopanificatori Confesercenti Modena: «I forni artigianali sono presidi di comunità, tradizione e lavoro»
Sostegno contro il caro energia e gas, più formazione per i giovani e controlli sul “finto” pane fresco: le richieste di Assopanificatori per i forni artigianali di Modena e provincia. «Tutelare il pane fresco significa difendere i nostri centri storici e la nostra comunità»
In occasione della Giornata mondiale del pane, Assopanificatori Confesercenti Modena celebra i forni artigianali e invita i cittadini a scegliere ogni giorno il pane del proprio panificio di fiducia, per difendere qualità, lavoro e vita dei paesi.
Ogni mattina, prima dell’alba, si accendono i forni artigianali di Modena e provincia, dalla Bassa fino ai borghi dell’Appennino. Il forno, soprattutto nei piccoli centri, non è una semplice attività commerciale: è un presidio sociale, un luogo di incontro e un punto di riferimento per l’intera comunità. Oggi, però, questo patrimonio culturale ed economico è gravemente a rischio.
«Il settore della panificazione artigianale sta affrontando una vera e propria “tempesta perfetta”. In dieci anni le imprese in provincia di Modena sono calate di oltre il 15%. A pesare sui bilanci sono innanzitutto gli altissimi costi di energia elettrica e gas, necessari per alimentare forni, impastatrici e celle di lievitazione, uniti ai continui rincari di farine e materie prime, che erodono margini ormai ridotti al minimo», afferma Maria Durante, referente di Assopanificatori Confesercenti Modena. «A peggiorare il quadro si aggiunge la concorrenza di chi propone pane a prezzi stracciati, spesso ottenuto da semilavorati surgelati e semplicemente dorati nel punto vendita, ma spacciato per pane fresco. Una differenza che il consumatore fatica a percepire rispetto al pane impastato, lievitato e cotto in giornata».
«Inoltre – aggiunge Durante – dobbiamo fare i conti con la crisi del ricambio generazionale: gli orari notturni e la fatica fisica allontanano i giovani, e trovare personale qualificato è diventato un grosso problema. Quando un forno abbassa la serranda, raramente riapre, e con esso scompare un sapere antico».
Il valore del pane fresco
Assopanificatori ribadisce il valore della produzione artigianale. Il vero pane fresco nasce da tempi distesi: lievitazioni prolungate, farine selezionate, uso del lievito madre. Il risultato è un prodotto fragrante, altamente digeribile e dal gusto unico, che l’industria non è in grado di replicare.Il suo valore è anche sociale ed economico: significa filiera corta, lavoro per il territorio e vitalità per i centri storici e le piccole frazioni, dove il panificio è spesso l’ultimo negozio di vicinato rimasto aperto, un servizio essenziale soprattutto per una popolazione sempre più anziana.
Il negozio di prossimità è anche un luogo di relazioni quotidiane: al mattino i bambini si fermano a prendere la merenda, l’anziano passa per la sua piccola spesa e trova un saluto e una parola gentile. Un gesto semplice che tiene viva la comunità.
Sul piano normativo, la legge è chiara: può denominarsi «pane fresco» unicamente il pane prodotto con un processo continuo, senza ricorso a congelamento o decongelamento. Una regola fondamentale a tutela della qualità, che richiede però controlli rigorosi e capillari per essere fatta rispettare.
Le richieste
Per garantire un futuro alle imprese del settore, Assopanificatori chiede innanzitutto un sostegno economico contro il caro energia e gas, con incentivi per la transizione verso macchinari ad alta efficienza, e una semplificazione burocratica con agevolazioni per l’apprendistato e la formazione dei giovani, per favorire il ricambio generazionale.
Serve inoltre un controllo severo sull’uso della dicitura «pane fresco», affiancato da campagne di informazione che aiutino i consumatori a riconoscere il pane davvero fresco.
«Scegliere di acquistare il pane sotto casa è un piccolo gesto quotidiano con un impatto enorme: significa sostenere il lavoro locale, la qualità e l’economia del territorio. Difendere i forni artigianali modenesi vuol dire, in ultima analisi, custodire un pezzo fondamentale dell’identità della nostra provincia», conclude Maria Durante, referente di Assopanificatori Confesercenti Modena.
Confesercenti Modena aderisce alla campagna regionale (vedi locandina a lato), promossa dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Associazione Regionale Panificatori e dalle associazioni di categoria per valorizzare il pane fresco artigianale. Maggiori informazioni su www.panedellemiliaromagna.it.
Modena, 14 ottobre 2026 – Comunicato Stampa
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