Modena, 19 settembre 2019

Comunicato stampa

 

CONFESERCENTI MODENA SU PROPOSTA FORMULATA QUALCHE GIORNO FA

“Pensare di tassare i contanti, significherebbe stangata su consumi e problema per gli anziani”

Convinti invece della necessità di promuove l’utilizzo della moneta elettronica, ma occorre diminuire i costi per le imprese ancora troppo vessate

 

“Bene incentivare l’uso della moneta elettronica, ma siamo in disaccordo con la proposta di tassare il contante. Sarebbe un ulteriore colpo al comparto del piccolo commercio già in forte sofferenza.” Così Confesercenti Modena.

 

“È un’idea che non ci piace e non ci trova per nulla d’accordo. E le ragioni sono semplici: da un lato rappresenterebbe una stangata da miliardi di euro – milioni se guardiamo al territorio modenese – sui consumatori; mentre dall’altro concorrerebbe sicuramente a deprimere ancora di più la spesa delle famiglie e di conseguenza i consumi in generale, già in forte rallentamento. Da ultimo, ma non meno importante ci chiediamo inoltre quale sarebbe l’impatto di una misura del genere sulla popolazione più anziana del Paese e del territorio, considerato per questa particolare fascia l’uso del contante come prassi abituale per qualsiasi sorta di pagamento”.

 

“Restiamo comunque assolutamente convinti – continua e conclude l’Associazione – della necessità di incoraggiare la diffusione della moneta elettronica, non solo per ragioni di tracciabilità e trasparenza, ma anche di sicurezza degli operatori commerciali. L’utilizzo di carte di credito e bancomat andrebbe quindi incentivato e sostenuto, meglio se con agevolazioni per i consumatori e, fondamentale, minori costi per le imprese, vessate da questo punto di vista.” L’Associazione fa notare che, per incentivare l’uso di pagamenti elettronici, sarebbe opportuno introdurre bonus e sconti fiscali sulla falsariga di quanto già avviene per le spese di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica e cioè: sì a deduzioni e detrazioni per i contribuenti, ma solo se tracciati. Inoltre, aggiunge  sempre Confesercenti, vanno abolite le commissioni,dovute agli operatori per micropagmaneti e per quelli sotto una determinata soglia. “Per contro invece, un’eventuale tassa sui contanti, come si vocifera e si è proposto giorni addietro, oltre che insensata rischierebbe solamente di favorire il nero e l’evasione. Non ci pare, dunque, la strada migliore da intraprendere anche e soprattutto in un’ottica di rilancio dei consumi.”

 

“Il problema – conclude l’Associazione – è che la moneta elettronica costa molto ed il costo è inversamente proporzionale alla quantità di utilizzo. Tra le micro imprese la movimentazione è poca rispetto ai costi esorbitanti del Pos. Anche per questo e per favorirne un uso frequente occorre eliminare del tutto le spese che le MPMI hanno a riguardo. Un altro problema è legato alle infrastrutture. Il 4G non è ovunque, pensiamo anche a certe zone dell’Appennino modenese, e non tutte le attività imprenditoriali sono dotate di banda larga: altro gap da superare. Servono poi incentivi di sostegno come ad esempio un credito di imposta del 2% e con le banche come sostituti di imposta per conto dello Stato.”

 

 

Per informazioni: Ufficio Stampa Confesercenti Modena. Filippo Pederzini

Tel. 059/892640 – Mob. 393/0875555 – f.pederzini@nevent.it – C. 82/2019

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