Bilanci comunali 2027: le Associazioni di categoria chiedono ai Comuni modenesi un confronto aperto per sostenere imprese, lavoro e commercio di prossimità
In vista del confronto sui Bilanci di previsione 2027, Confesercenti Modena, CNA, Confcommercio e Lapam Confartigianato hanno presentato alle Amministrazioni comunali un pacchetto articolato di proposte su cui avviare un confronto: fiscalità sostenibile per le imprese, sostegno al commercio di vicinato, aree produttive, sviluppo turistico, sicurezza e legalità e politiche abitative
A fronte di una crescita debole in Italia (+0,7% nel 2026 e +0,4% nel 2027, secondo Prometeia), aggravata dai costi energetici elevati per la crisi dello stretto di Hormuz e dalla fine della spinta del PNRR, Modena resiste meglio della media (PIL +0,8% nel 2026), ma rallenta. Il sistema produttivo modenese è a due velocità: vanno bene la manifattura (+9,5%) e i servizi alle imprese, mentre soffrono il commercio al dettaglio (-14,8%), i servizi alla persona e le piccole imprese. Anche il mercato del lavoro mostra tensioni: il 51,4% delle assunzioni è di difficile reperimento. Le Associazioni segnalano inoltre fragilità che stanno segnando il territorio modenese: la crisi dei settori della moda e della meccanica, la desertificazione commerciale, la carenza di manodopera e il ricambio generazionale, il calo del turismo e la mancanza di alloggi accessibili.
Le richieste ai Comuni
Sul fronte della fiscalità locale, le Associazioni chiedono di non aumentare IMU, addizionale IRPEF e Canone Unico Patrimoniale, di mantenere al minimo le aliquote per gli immobili produttivi e commerciali utilizzati direttamente dal proprietario e di prevedere agevolazioni per i canoni concordati e per gli immobili in ristrutturazione.
Servono inoltre una tariffa rifiuti più equa per le piccole attività, l’azzeramento del canone mercatale e un regolamento unico provinciale sulla pubblicità. Sulla tassa di soggiorno, ogni decisione deve essere concordata con le categorie, con la destinazione vincolata delle risorse al turismo e una politica coordinata tra i Comuni che la applicano: in assenza di questo vincolo, le Associazioni non potranno condividerla.
Per il commercio di vicinato si propone un Fondo comunale per la rigenerazione urbana, con contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per impresa, priorità a under 35, imprenditoria femminile e recupero di locali sfitti, oltre ad agevolazioni per le attività storiche. Sugli hub urbani e di prossimità (L.R. 12/2023) le Associazioni chiedono di essere coinvolte fin dalla progettazione.
In tema di urbanistica e aree produttive, le Associazioni si dicono contrarie a nuove grandi strutture di vendita e parchi commerciali, con un blocco concordato delle autorizzazioni. Chiedono invece manutenzione, riuso degli immobili dismessi e riqualificazione nelle aree PIP e la rigenerazione dei villaggi artigiani, progettati oltre quarant’anni fa, anche attraverso le Comunità energetiche, con il supporto del Consorzio Attività Produttive e dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile. La legge nazionale recentemente recepita dalla Regione sulle aree idonee può essere lo strumento per indirizzare gli investimenti in queste zone, che sono anche quelle prossime ai villaggi artigiani.
Su casa e lavoro servono politiche abitative per lavoratori, studenti e personale dei servizi pubblici, insieme a una strategia per contenere gli affitti brevi dopo la parziale bocciatura della legge regionale da parte della Corte Costituzionale. Quanto a infrastrutture e appalti, le Associazioni sollecitano il completamento di Cispadana, Bretella Campogalliano-Sassuolo, Pedemontana e Complanarina, oltre alla manutenzione stradale e ad appalti a misura di PMI, con suddivisione in lotti e senza barriere per consorzi artigiani e cooperative.
Sul turismo, i dati relativi ai flussi turistici degli anni precedenti nella nostra provincia dimostrano come gli investimenti realizzati, le strategie adottate e le relazioni istituzionali costruite nel tempo abbiano prodotto risultati significativi, traducendosi in un incremento degli arrivi e della durata dei soggiorni. Tuttavia, i numeri dei primi otto mesi del 2026 evidenziano una dinamica complessa: la crescita del mercato internazionale non compensa la contrazione di quello italiano, mentre l’extralberghiero, sostenuto dagli affitti brevi, sottrae spazio alle strutture ricettive tradizionali. Le Associazioni chiedono di dare continuità al Piano di promo-commercializzazione Bologna-Modena, al PTPL (Programma Turistico di Promozione Locale) e ai progetti della L.R. 4/2016, coinvolgendo anche ristorazione e commercio, con l’obiettivo di allungare i soggiorni e rilanciare la domanda nazionale. Servono inoltre stanziamenti comunali per le imprese in difficoltà, la destagionalizzazione dell’Appennino e, sul fronte della legalità, il principio «stesso mercato, stesse regole»: agli affitti brevi vanno applicati gli stessi controlli previsti per le strutture ricettive.
Sul piano di sicurezza e legalità, si chiede un maggior investimento in videosorveglianza nelle aree produttive e commerciali, pattugliamenti serali della Polizia locale e controlli su abusivismo e contraffazione, applicando agli affitti brevi le stesse regole previste per le strutture ricettive. Alle istituzioni nazionali viene chiesta l’elevazione della Questura di Modena a fascia A. Infine, per la semplificazione, le Associazioni chiedono modulistica e interpretazioni omogenee per i SUAP della provincia, piena digitalizzazione e rispetto dei termini e del silenzio-assenso.
«Quello che chiediamo alle Amministrazioni locali – commentano Confesercenti, CNA, Confcommercio e Lapam Confartigianato – è di poter avviare un dialogo costruttivo e lavorare insieme per portare avanti le proposte da noi elaborate. Il territorio modenese è da sempre terreno fertile caratterizzato da distretti di eccellenza, dalla manifattura alla moda, dalla meccanica alla ceramica e sostenuto dalla forza di migliaia di imprese. Per questo riteniamo indispensabile un confronto aperto, volto a preservare la coesione sociale delle nostre comunità. Solo attraverso una collaborazione stabile tra imprese, associazioni e istituzioni sarà possibile affrontare le sfide dei prossimi anni e garantire ai Comuni della provincia di Modena un futuro di concreto sviluppo».
Nel Box a lato il documento integrale con le proposte e richieste delle Associazioni
Modena, 30 ottobre 2026 – Comunicato Stampa
Contatti: cell. 333.4094983 – ufficiostampa@confesercentimodena.it Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa Confesercenti Modena – Serena Fregni – MediaMente stampa@mediamentecomunicazione.it
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