Comunicato congiunto FAIB e FEGICACARBURANTI: LA SPECULAZIONE C’E’ E SI VEDE. AI PETROLIERI VA CHIESTO NON “EQUITA’”, MA RISPETTO PER LA COMUNITA’ IN CUI OPERANO
Arriva un momento in cui giravolte, bugie, strumentalizzazioni debbono trovare un termine. Dopo 72 ore di continui aumenti dei prezzi dei carburanti -+20 cent/lt e oltre- ascoltare l’industria petrolifera, per bocca della propria rappresentanza associativa, continuare a nascondersi dietro i soliti “numerelli” del platts, del brent, del wti, dietro calcoli e riferimentiche nessuno può minimamente controllare e verificare, è assolutamente insopportabile. Lo è per noi, che pure i carburanti li distribuiamo ai cittadini di questo Paese tutti i giorni, ai prezzi che ai Gestori viene imposto di trasferire agli automobilisti, senza altra possibilità. Ma non può non esserlo a maggior ragione per l’intera collettività.E’ questo, quanto le Organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib, Fegica e Figisc/Anisa- hanno tenuto a dire in apertura della riunione della Commissione ministeriale di intervento rapido, convocata questa mattina da Mister Prezzi e presieduto dal Ministro Urso. Non è in alcun modo credibile -rilevano i Sindacati in una nota congiunta diffusa al termine dell’incontro- e non può essere creduto che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrispondesse necessariamente l’immediata reazione violenta dei listini di carburanti, come se i litri venduti ai consumatori in questi giorni fossero stati acquistati sull’unghia il giorno stesso.La speculazione c’è e la vedono tutti! Alzare le braccia, poi, provando a celare l’inconsistenza della posizione industriale con le “politiche commerciali autonome” di ciascuna singola compagnia, significa non aver capito nemmeno il contesto, se non mondiale almeno nazionale, in cui sono e operano. Non basta più chiedere ai petrolieri di non speculare (sarebbe come chiedere allo scorpione di non uccidere la rana malgrado lo stia portando sulla groppa, in salvo di là dello stagno!).E’ necessario che il Governo pretenda dalle compagnie petrolifere rispetto per la comunità che le ospita e permette loro sempre -in condizioni di pace e di guerra- di fare un business altamente remunerativo: prima di tutto sul piano finanziario, ma anche ricerca, estrazione, raffinazione e distribuzione continuano incessantemente a fare la loro parte nei ricchi bilanci delle aziende. Se non è sufficiente la “moral suation” il Ministero a tutti gli strumenti normativi -conclude il comunicato dei Gestori- per tornare temporaneamente, considerata l’emergenza, da una parte ad un regime di prezzi controllati e, dall’altra, al meccanismo di accisa mobile, per diminuire le accise in funzione del maggior gettito di IVA non previsto fatto registrare con gli aumenti dei prezzi di questi giorni.
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Modena, 6 marzo 2026 – Comunicato Stampa
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