Modena, 5 febbraio 2020

Comunicato stampa

Rete Imprese Area del Frignano: occorre siglare un Patto per la Montagna con l’assegnazione di una delega specifica

Secondo le associazioni Cna, Confcommercio, Confesercenti e Lapam, che aderiscono a Rete Imprese del Frignano, si rende indispensabile – nell’ambito della prossima Giunta Regionale – l’istituzione di una figura con una delega specifica per le tematiche relative all’Appennino e la redazione di un Patto dedicato, analogo a quello predisposto per il lavoro

La montagna è un valore aggiunto per la Regione Emilia Romagna, ed è fondamentale contribuire al suo sviluppo: perché questo avvenga al meglio, occorre che sia siglato un vero e proprio Patto, analogo a quello stabilito nel 2014 per il lavoro, coinvolgendo tutte le componenti istituzionali, sociali ed economiche, per moltiplicare le forze e le energie che si possono mettere in campo”. E’ questa la proposta di Rete Imprese nella figura di Matteo Tadolini, Presidente Confesercenti Area del Frignano e Presidente protempore di Rete Imprese per l’Italia del Frignano.

 

L’Appennino è la parte più marginale della Regione e la più povera, per questo diventa urgente pensare a politiche attive che contrastino lo spopolamento tramite incentivi.

 

Contributi per le giovani coppie che prendono in affitto o acquistano una casa potrebbero ad esempio incentivare il ripopolamento della montagna, così come una tassazione di vantaggio per chi resta o per chi decide di investirvi aiuterebbe a contrastare la rarefazione commerciale e a sostenere il presidio sociale svolto dal commercio di prossimità.

 

Più nello specifico Rete Imprese per l’Italia Area del Frignano ha individuato una serie di tematiche su cui la Regione, tutte le parti sociali e le componenti della società regionale si dovrebbero impegnare: infrastrutture e viabilità in primis.

 

E’ evidente come l’inadeguatezza della rete viaria dell’Appennino e dei collegamenti tra il territorio montano e la pianura, unita all’insufficiente manutenzione delle strade, pesino sulla possibilità di garantire mobilità a persone, imprese e merci. “Ci rendiamo conto che l’ammodernamento delle infrastrutture richieda investimenti cospicui – prosegue Rete Imprese occorrerebbe assegnare una dotazione finanziaria certa nell’ambito di un piano pluriennale, con cui programmare da un lato il potenziamento dei collegamenti – a partire dal raddoppio di corsie della Nuova Estense – e, dall’altro, assicurare una manutenzione ordinaria che vada oltre la rincorsa delle emergenze straordinarie”.

 

Altro punto che si chiede di trattare con urgenza è il tema della fiscalità locale e di vantaggio. L’abbattimento dell’Irap per le imprese montane, così come i bandi regionali messi in campo in questi anni sono stati provvedimenti preziosi, tuttavia non sufficienti: perché le imprese possano continuare a garantire lavoro e benessere e recuperino, almeno in parte, il deficit competitivo di cui soffrono, sono indispensabili scelte ancora più coraggiose e, in particolare, l’istituzione di un piano organico pluriennale di defiscalizzazione delle imprese montane che faccia del nostro Appennino una sorta di “zona franca”, oltre all’erogazione di contributi con misure di vantaggio sulla fiscalità locale per il commercio e i pubblici esercizi che, per il ruolo anche sociale che svolgono e rivestono, costituiscono un vero argine allo spopolamento e abbandono delle aree montane.

 

Marketing territoriale e turismo: “Da anni sosteniamo che il turismo possa essere un formidabile asset di sviluppo di un territorio ricco di eccellenze naturalistiche, storiche, culturali, enogastronomiche e artigianali, da valorizzare con una forte regia regionale e un solido progetto di marketing territoriale, idonei a promuovere e commercializzare il nostro Appennino sui mercati mondiali del turismo – prosegue Rete Imprese per l’Italia del Frignano – non dobbiamo infatti dimenticare che l’Appennino Tosco-Emiliano è patrimonio Unesco”. Sono poi necessari interventi e misure di sostegno per la riqualificazione delle strutture ricettive e per l’innovazione dei servizi offerti ai turisti.

 

Altra tematica da trattare con urgenza è anche la digitalizzazione. L’Appennino infatti sconta un ritardo digitale che inficia la capacità competitiva delle imprese che lo popolano, oltre alla possibilità di adempiere a obblighi normativi: si pensi alla notifica delle persone alloggiate, alla fatturazione elettronica, ai corrispettivi telematici. Serve, più che mai, un piano di digitalizzazione ad hoc fondato su risorse adeguate e tempi certi di realizzazione delle necessarie infrastrutture telematiche.

 

Infine occorre garantire servizi a cittadini e imprese: ospedale, Agenzia delle Entrate e Giudice di Pace costituiscono solo alcuni esempi di servizi imprescindibili per cittadini e imprese. Il tema della sanità in montagna andrebbe affrontato potenziando le strutture da cui dipende la qualità della vita del territorio, per una popolazione sempre più anziana che abita una montagna poco popolata e molto vasta.

 

Su questi temi – conclude Rete Imprese Area del Frignano – si chiede che nella prossima Giunta regionale venga individuata una figura che abbia una delega specifica ai problemi della montagna”.

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa Rete Imprese Italia c/o Confesercenti Modena – Luisa Malaguti – MediaMente

Contatti: 347 1178546 – ufficiostampa@confesercentimodena.it – malaguti@mediamentecomunicazione.it

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